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ANNA DEI MIRACOLI

Aggiornato il: nov 24

Laboratorio ideato dalla professoressa Cristina Leocata

www.cleocata.com

Anno Scolastico 2020/21 - I.C.6 Bologna


IL LIBRO ILLUSTRATO:

"Anna dei miracoli"

di Ana Juan

2018 - Logosedizioni

La collana della "Logos" ha il preciso scopo di aprire una finestra sul mondo della disabilità e della diversità, e di creare empatia a partire dal principio di inclusione.

È una collana rivolta ai bambini, e non solo, che vuole mostrare realtà sensibili per e con i loro occhi.

All’alba del secondo compleanno di Helen, centinaia di farfalle nere entrano da uno squarcio nel velo che protegge la sua culla e, cingendole occhi e orecchie, la sprofondano nell’oscurità e le impediscono, con il battito delle loro ali, di sentire le voci amate.

La bambina cresce come un essere selvaggio e capriccioso, chiuso nel suo mondo, e rifiuta l’affetto dei genitori che infine, disperati, cercano qualcuno che li aiuti a educarla. Così dal nord arriva un’insegnante di nome Anna che, grazie alla sua competenza e forza d’animo, riesce a strappare Helen al suo mondo di tenebra, trovando un modo per comunicare con lei: l’alfabeto manuale, che consiste nel formare le lettere con le dita sul palmo della mano dell’altro. Così Helen impara a poco a poco i nomi delle cose e da quel momento la sua vita cambia radicalmente.



Quella di Helen Keller e Anne Sullivan è una storia vera. Nata a Tuscumbia, in Alabama, nel 1880, a due anni Helen contrae una violenta malattia (forse scarlattina o meningite) che la lascia cieca e sorda. Isolata e frustrata, la bambina cresce capricciosa e violenta finché, grazie all’aiuto di Anne, impara a comunicare, leggere e scrivere, fino a diventare la prima persona sordocieca a laurearsi, e poi scrittrice, attivista e insegnante.




IL FILM D'ANIMAZIONE GIAPPONESE

"ANNA DEI MIRACOLI"


Titolo originale: Helen Keller Monogatari

Regia: Fumio Ikeno

Produzione: Studio Oka

Nazione: Giappone

Anno: 1981 Genere: Drammatico Durata: 84 minuti





BOLOGNA

LA VISITA CONSIGLIATA:

"MUSEO TATTILE ANTEROS"

ISTITUTO DEI CIECHI FRANCESCO CAVAZZA

https://www.cavazza.it/drupal/it/museoanteros


Il Museo Tattile Anteros espone una collezione di traduzioni tridimensionali in bassorilievo di celebri dipinti compresi tra Medioevo ed Età moderna, con particolare attenzione alla pittura rinascimentale.

Il servizio didattico, gratuito e aperto all’intera cittadinanza, mira all’integrazione scolastica e sociale delle persone con minorazione visiva. Obiettivo del museo è educare all’uso integrato dei sensi residui, in presenza di deficit visivo, per un rafforzamento delle facoltà percettive, cognitive e intellettuali delle persone disabili della vista, ma anche educare la sensibilità delle persone normovedenti. 



Per riflettere sul tema della cecità

consiglio di vedere:

IL FILM

"Rosso come il cielo"

di C.Bortone (2005)


"... Il film Rosso come il cielo di Cristiano Bortone, si ispira alla vita di Mirco Mencacci, non vedente, grande tecnico del suono del cinema italiano. La storia ha inizio nel 1970 in un piccolo paese della Toscana. Qui vive Mirco, un bambino di 10 anni intelligente e vivace, appassionato di cinema che, in seguito ad un incidente domestico, perde la vista. A causa di una legge in vigore in quegli anni, non gli è permesso di frequentare la scuola pubblica e i genitori sono costretti a portare il ragazzo in un “istituto per ciechi”: il David Chiossone di Genova.

Mirco con un carattere forte e deciso ha difficoltà nell’accettare la sua nuova condizione e inserirsi nella vita del collegio. Per lui si apre uno spiraglio solo quando trova in un armadio un vecchio registratore a bobine. Lavorando sul nastro, tagliando e riattaccando pezzi registrati, scopre la magia dei suoni che consente di creare e comporre storie fatte di soli rumori.

Ostacolato dal direttore del collegio, che considera un bambino cieco un portatore di handicap al quale è meglio non alimentare false speranze, Mirco non si arrende e prosegue la sua ricerca e i suoi esperimenti abbattendo ostacoli e pregiudizi. Riesce a trascinare nell’avventurosa creazione di favole sonore, tutti i compagni non vedenti i quali hanno così la possibilità di scoprire per la prima volta le loro capacità espressive, i desideri e le risorse nascoste. Con l’aiuto dell’insegnante metteranno in scena la loro opera chiedendo al pubblico, venuto per assistere alla rappresentazione, di bendarsi durante lo spettacolo e gustare così la pura magia dei suoni ..." (commento di T.Braccio)



"GUARDARE CON LE MANI"

Come descrivere un colore

a un ragazzo non vedente dalla nascita.

LEGGI LE CONSIDERAZIONI DEI MIEI ALUNNI
II e III media - 2013/14

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I RAGAZZI DELL'I.C.6 DI BOLOGNA

HANNO REALIZZATO

OPERE TATTILI PER RACCONTARE

LE COSE CHE A LORO MANCHEREBBERO DI PIU'

SE NON POTESSERO VEDERE.



Se fossi cieco/a come Helen...


... mi mancherebbe non potere vedere i miei amici e i miei genitori perché per me sono una parte importante della mia vita ...

Mattia T. IID


... mi mancherebbe poter vedere la natura e i suoi colori perché questi elementi rendono la vita unica ...

Lorenzo F. IID


... mi mancherebbe non potere vedere più il cibo ...

Riccardo A. IID


... mi mancherebbe giocare a scacchi ...

Eleonora G. IID


... mi mancherebbe non vedere la luce, non potere scoprire ciò che c'è nel mondo...mi mancherebbe la percezione delle cose, come se fossero cancellate ...

Eleonora D.D. IID


... mi mancherebbe non potere vedere i disegni, i colori perché mi piace molto l'arte ... Mariavittoria G. IID

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