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B&B - Bambini e Bambole

Aggiornato il: apr 12

Professoressa Cristina Leocata

A.S. 2020/21


Bambola

(Bambola: voce onomatopeica infantile,

dalla stessa radice di bambino)


Riproduce un essere umano e non è chiaro se si debba considerare un giocattolo, uno strumento di riti religiosi, un manichino, un'opera d’arte, un oggetto da collezione ... Si presta infatti ad una infinita varietà di letture.


In generale si può dire che la bambola è:

· Giocattolo per bambini

· Oggetto a scopo decorativo o da collezione

· Oggetto con significato culturale o rituale

Può essere realizzata in stoffa, legno, porcellana, cartapesta, cera, gomma, plastica...

Come giocattolo per bambini è una preziosa testimonianza della evoluzione della società e dell’educazione infantile attraverso i tempi.


Sono state trovate bambole nelle antiche sepolture peruviane e presso gli Aztechi.

Alla civiltà babilonese appartiene un esemplare d’alabastro, con braccia mobili, mentre gli Egizi costruivano bambole snodabili di legno dipinto.

Anche queste sono state trovate nelle tombe egizie, risalenti al 2000 a.C.

I Greci e Romani usarono invece l’argilla, il legno, l’osso, il cuoio, la stoffa.

Sono scarsissime le testimonianze durante il periodo medievale; dal Rinascimento, soprattutto in Francia, cominciò l’uso della bambola-manichino, dotata di guardaroba e accessori, ispirati alla moda adulta.


Il vero boom della bambola si ebbe però nella prima metà dell’800, con fabbricanti tedeschi, austriaci, francesi che si specializzarono nella produzione di bambole di porcellana, preludio delle bambole “biscuit”, di qualche decennio successivo.

Le bambole-biscuit sono di una porcellana cotta due volte, che diventa dura, bianca e opaca, simile al marmo. Gli abiti e gli ornamenti riproducevano quelli delle classi agiate ed erano di qualità elevata.

Sempre nell’800, in Val Gardena (Alto Adige), erano famose le bambole di legno scolpite, esportate in tutto il mondo.

In Italia divennero poi famose anche quelle in panno lenci (lana infeltrita), prodotte dal 1929 dalla ditta Lenci di Torino, oggi oggetto di collezionismo.

Esistono poi le “Pigotte”, cioè le bambole di pezza, un tempo fatte con gli stracci, diffuse soprattutto in Lombardia. Ancora oggi sono realizzate, ad esempio, da volontari per l’Unicef, per sostenere l’infanzia nei paesi in via di sviluppo.

I materiali citati sono oggi spesso sostituiti dalla plastica, di maggiore o minore qualità, infrangibile e lavabile; ne è un esempio la Barbie, bambola della società dei consumi.

Si sente spesso parlare di bambola-feticcio per rituali magici o religiosi. Il rito più conosciuto è quello del Voodoo, molto diffuso in Africa e nella zona dei Caraibi.

Qui si utilizzano bamboline a scopo di guarigione o altro e può avere molteplici forme e materiali. Di solito sono costruite in tessuto, cera, argilla, decorate con capelli e indumenti appartenenti alla persona che si vuole rappresentare (la bambola infatti simboleggia la persona, la sua anima).

La “matrioska” (il termine è forse il diminutivo di matrona, identificabile con la figura materna e con la sua generosità) fu ideata da un ricco industriale russo della seconda metà dell’800 che aveva un laboratorio-negozio in cui venivano creati dei giocattoli per bambini, soprattutto bambole vestite coi costumi tradizionali regionali. Grazie ad un giocattolo di legno, importato dal Giappone, che conteneva al suo interno altre quattro figure, ebbe l’idea di realizzare con lo stesso sistema la prima “matrioska”.

Sia la letteratura che il cinema si sono impadronite dell’oggetto e del simbolo della “bambola”, facendone la protagonista di storie, dai significati spesso simbolici.

Nei film comunemente sono fonte di inquietudine, contenitori di paure; più sembrano innocenti e più incutono terrore.


Nel 1968 divenne famosa una canzone interpretata da Patty Pravo “La bambola”. Il pezzo parla di una ribellione, del rifiuto di una donna di farsi trattare come una bambola dal suo ragazzo.

E’ un tema quanto mai attuale.




Scene tratte dal film ANNABELLE

(2014 - Horror/Thriller - Regia J.R.Leonetti - Stati Uniti)

- Film non adatto ai minori di 14 anni -

Annabelle è la bambola protagonista di alcune vicende misteriose.

Secondo Ed e Lorraine Warren, investigatori del paranormale,

una giovane infermiera la ricevette in dono nel 1968 ...



FASHION DOLL:

BLYTHE

La caratteristica più riconoscibile della bambola sono i suoi occhi caleidoscopici.

Cambiano colore e direzione tirandole una corda dietro la testa.


Blythe è una fashion doll, alta circa 28 cm (11 pollici), con una testa oversize e grandi occhi. È stata creata nel 1972 negli Stati Uniti dalla società di giocattoli Kenner (successivamente acquistata da Hasbro). Nel 2001 l'azienda giapponese di giocattoli Takara ha iniziato a produrre nuove edizioni delle bambole Blythe.

Esiste una rete di hobbisti che personalizzano la bambola per la rivendita e creano vestiti e scarpe per Blythe. Gli appassionati condividono le fotografie del loro lavoro e altri tipi di bambole su Internet.

La designer di giocattoli Allison Katzman

(deceduta all'età di 95 anni nel 2020)

ha progettato la bambola Blythe nei primi anni '70.


- Sopra: immagini dal video tutorial realizzato dalla professoressa A.Doria -


Alessandra Doria è un'insegnante che ama sperimentare tecniche creative e realizzare, oltre a fantastici gioielli in resina, bambole Blythe. La ringrazio per avere preparato questo simpatico tutorial pensando ai ragazzi e per avere raccontato, in modo dettagliato, i passaggi tecnici. Ho seguito con molta curiosità il video, approfondendo la storia di queste bambole e non solo, fino ad arrivare, per questo percorso didattico, a Tim Burton e al castello di Azzurrina di Montebello. Ho scoperto, grazie ad Alessandra, quanta dedizione c'è dietro questo mondo, da parte di appassionati e artisti, e con quanta pazienza assemblano questi personaggi, dagli occhi grandi, desiderosi di guardare il mondo ed essere amati.



IL FILM DI TIM BURTON

"BIG EYES"

Sembra anche che ci sia l'influenza della pittrice americana Margaret Keane, i cui dipinti sono diventati popolari negli anni '60, ricevendo persino elogi dallo stesso Andy Warhol.

I dipinti dai "Big Eyes" di Margaret raffigurano bambini abbandonati con occhi sovradimensionati in uno stile spettrale.

Originaria di Nashville, Margaret per un periodo divenne una delle artiste più riconosciute in America, o meglio i suoi dipinti. Per anni è stata terrorizzata e manipolata dal marito narcisista, che ha preso tutto il merito per i suoi fantastici dipinti.

Nel 2014 Tim Burton ha diretto un film pluripremiato su Margaret Keane, chiamato "Grandi occhi" - "Big Eyes".


LA LEGGENDA:

AZZURRINA DI MONTEBELLO

La Romagna, non è solo luogo di mare e di discoteche, ma anche terra di misteri, di incantesimi e di leggende popolari.

In un antico castello dei conti Guidi, a Montebello di Torriana (Rimini), ogni cinque anni si risveglia il fantasma dolce e romantico di una bambina, sparita all’improvviso nel buio di un pozzo.

La bimba ha occhi azzurri come i capelli, tinti dalla madre, ed è conosciuta col nome di Azzurrina.

“Guendalina” si ritiene fosse il suo vero nome e la sua nascita (siamo nella seconda metà del 1300) provocò un vero sgomento perché era “diversa”: i capelli erano bianchi come canapa filata, gli occhioni blu, la pelle "trasparente". Era albina e, secondo la superstizione popolare del tempo, il fatto doveva essere di origine diabolica.

Per salvarla dal rogo crebbe prigioniera dentro le mura del castello, guardata a vista da persone amorevoli e fidatissime.


Il suo gioco preferito era la palla, la palla di pezza che rotolava nel corridoio delimitato da finestre e da una buca fredda e profonda, nella quale venivano conservate le vivande.

Ed ecco che, in una notte estiva, mentre infuria un violento temporale, la palla sfugge di mano e precipita per le scale e con lei che la rincorre, precipita Azzurrina, mai più ritrovata.

A nulla valsero gli accorati richiami, le ricerche, in ogni angolo del castello, del bosco delle rocce circostanti. Nessuna traccia!

E ora, a giugno, ogni cinque anni (l’età presunta della bambina), quando puntuale incombe il temporale, quell’angolo del castello risuona della sua flebile voce, dei giochi e della palla che rimbalza ad ogni gradino. Poi, di nuovo, cala il silenzio.

Leggenda a scopo turistico? Nel corso dei decenni diversi team di ricercatori hanno indagato sulla storia del castello e del fantasma, con risultati incerti.


Nel 2020 il regista Giacomo Franciosa ha girato un film sull’argomento (che dovrebbe uscire quest’anno) e si dice convinto della presenza di fenomeni paranormali, che hanno determinato una lavorazione molto laboriosa, con diverse interruzioni.




LABORATORIO - DAD MARZO 2021

I RAGAZZI DI PRIMA, SECONDA E TERZA

SI SONO RAPPRESENTATI IN VERSIONE "BLYTHE"

Sopra lavori di:

AGNESE D.B. IIID, ELEONORA D.D. IID, GIOVANNI G. ID,

ADA C. IIIE, MARCO R.J. IIID, YANA P.V. IIIE,

BEATRICE B. ID, MARIAVITTORIA G., RICCARDO A. IID

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