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LA PESTE

Aggiornato il: nov 21

Professoressa Cristina Leocata

Anno Scolastico 2020/21

La peste è una malattia infettiva di origine batterica, il cui bacino è costituito da varie specie di roditori il cui vettore è la pulce.

E’ trasmissibile da animale ad uomo e per questo si parla di zoonosi.

Il termine “pestilenza” o “peste” (che in latino significa grande malattia, distruzione) era usato genericamente per indicare diverse epidemie, come il colera, il vaiolo, il morbillo ecc.; mentre in senso lato il termine “peste” è stato utilizzato per indicare “sventura”, “rovina”.

Tre sono considerate le epidemie più devastanti dei secoli passati:

1) La peste di Giustiniano del VI secolo d.C.

2) La “peste nera”, della metà del ‘300, raccontata nel Decameron di Boccaccio

3) La peste di metà dell’800

Da ricordare anche la peste del 1630, descritta da Manzoni ne I Promessi Sposi, che ebbe massima diffusione nell’Italia settentrionale.


Dal 1400 cominciarono a diffondersi in tutta Europa i “lazzaretti”, come ricovero per i malati durante le epidemie. Anche a Bologna esistevano lazzaretti, il più grande fu realizzato proprio durante l'epidemia del 1630 ed era situato ai piedi della collina di San Michele in Bosco, verso Porta San Mamolo. Era suddiviso in due parti, per gli infetti e convalescenti, con case ed anche osterie: una città nella città, ma recintata e sorvegliata da guardie, perché nessuno violasse la clausura.



La peste naturalmente è stata trattata da molti scrittori, dal mondo antico ai giorni nostri. Si possono ricordare Omero, Boccaccio, Manzoni, Poe ed è stata rappresentata in affreschi e quadri da diversi artisti, dal 1400 ai nostri giorni.






LA MASCHERA DELLA MORTE ROSSA

E ALTRI RACCONTI

di Edgar Allan Poe

ANDREA OBEROSLER

Il racconto, del 1842, narra di una pestilenza, la "Morte Rossa" che infuria nel regno del principe Prospero. Essa si manifestava con dolori acuti, macchie rosse sul corpo e sul viso della vittima che la mettevano al bando dell’umanità e le precludevano ogni soccorso. La morte sopraggiungeva in fretta.

Il principe , per sfuggire il morbo, decide di rinchiudersi, insieme a numerosi amici e servitori, in una sperduta abbazia. Dopo diversi mesi di isolamento Prospero organizza un ballo in maschera che si svolge in sette bellissimi saloni, decorati splendidamente con colori diversi e tutti frequentati, tranne uno che presenta finestre rosse e tende nere. Al ballo, a mezzanotte, fa la sua apparizione un personaggio sconosciuto che indossa un costume che sembra un sudario, macchiato di sangue e una maschera che ha il volto di un cadavere. Irritato per il costume non certamente adatto per i tempi, il principe Prospero inizia una lotta con lo strano personaggio ma ha la peggio e cade a terra senza vita. Tolto il costume al misterioso ospite ci si accorge che non ha corpo, è la Morte Rossa che è riuscita ad entrare anche in quel luogo fortificato e che uccide i suoi abitanti.


IL BOOKTRAILER

del libro di Oberosler



Curiosità:

IL MEDICO DELLA PESTE


I medici della peste erano dipendenti pubblici,

assunti dalle città o villaggi durante l’epidemia di peste.

Essi avevano un duplice compito:

1) Alleviare le sofferenze dei moribondi

2) Raccogliere le ultime volontà degli stessi


L’abito consisteva in :

1) Lunga tonaca nera

2) Guanti

3) Un cappello a tese larghe

4) Una maschera a forma di becco, con due aperture per gli occhi, coperte con lenti di vetro

5) Il becco conteneva essenze aromatiche, lavanda, timo, foglie di menta, canfora ecc. e spugne imbevute di aceto

6) Un lungo bastone che veniva usato per esaminare i pazienti, senza toccarli, per tenere a distanza le persone e togliere i vestiti agli ammalati

A Venezia è diffusa una maschera carnevalesca sul modello della maschera dei medici della peste.



IL BRANO MUSICALE:

"+PESTE"

La peste dell’odio in rete

secondo

Vinicio Capossela e Young Signorino



" ... sociali senza social,

questa è la cura... "




Vinicio Capossela/Young Signorino, due personalità artistiche che sembrano non avere nulla in comune, se non un grado piuttosto alto di stravaganza. Vinicio, sciamanico cantastorie, ha scelto uno dei personaggi più chiacchierati della scena musicale italiana per il featuring di uno dei brani del suo ultimo album, Ballate per uomini e bestie, uscito a maggio 2019.

La peste di cui si parla nel brano è chiaramente la “malattia da social”, l’odio dilagante che si espande nella rete come un virus inarrestabile. Alla luce di ciò, la scelta di un partner come Young Signorino, nato come controverso fenomeno del web, appare più che sensata.


Vinicio Capossela indossa una maschera a becco, e anche questa scelta non è affatto casuale. Le maschere di questo tipo, infatti, venivano usate dai medici del ‘600 per proteggersi dalle epidemie di peste. Al giorno d’oggi, invece, il “morbo del web” viaggia nell’etere e il suo mezzo di propagazione è lo schermo. Nel video appaiono schermi di tutti i tipi, televisori, computer, tablet, cellulari, che creano una certa ridondanza ma non lasciano spazio a equivoci.



PRESTO IL LABORATORIO PROPOSTO AI RAGAZZI DELL'I.C.6 DI BOLOGNA

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